Cibo per la pace

p141794-620x350

 

Le librerie sono sempre state per me fonte di meraviglia, uno dei luoghi di cui non potrei fare a meno. Le vetrine e gli scaffali pieni di volumi hanno su di me una tale attrattiva che in ogni posto che visito diventano una tappa obbligata. La fascinazione che da sempre subisco non smette di sorprendermi, i libri in qualche modo scelgono di essere letti, l’ho sempre pensato. Questo libro non fa eccezione, non avevo in mente di acquistarlo e invece non ho saputo resistergli… e per fortuna direi, è stata una di quelle letture che cambiano inevitabilmente il tuo modo di guardare al mondo…

“Da Pitagora nell’antica Grecia a Platone e Plotino, dai profeti dell’Antico Testamento ai primi fondatori della Chiesa, da Gautama Buddha a Leonardo da Vinci sono innumerevoli i maestri spirituali, i filosofi, i grandi pensatori che hanno approfondito l’importanza di approcciarsi all’assunzione del cibo con consapevolezza e rispetto. L’atto del mangiare ha un ruolo primario nelle società di tutti i luoghi e di tutti i tempi, religione, economia, politica conferiscono al cibo significato e potere, e proprio per il potere antiche popolazioni nomadi nella regione curda del Nord-Est dell’Iraq, tra le prime a sottomettere e mercificare gli animali, si mossero alla conquista di tribù pacifiche dedite alla raccolta e all’alimentazione priva di carne. La cultura violenta della repressione su altre specie richiedeva l’educazione degli uomini alla prevaricazione e la soppressione dell’empatia e della sensibilità innate nei bambini. L’estensione di quel tipo di cultura della violenza anche nei confronti delle donne o delle persone di differente etnia non può che avere la stessa matrice. Eppure la fisiologia e l’anatomia della specie umana, se osservata e studiata con attenzione, mostra l’incapacità per la nostra specie di rincorrere, bloccare, uccidere e strappare con i denti pelle e carne di altri animali…”

Leggi ancora…

Annunci