Il pitone reale: ambiente, alimentazione, salute

Nell’accezione comune il serpente è un animale che suscita paura, ribrezzo ed è dai più guardato con sospetto, sinonimo del male e considerato infido nella tradizione cattolica per quanto, come animale, considerando le sue caratteristiche etologiche e biologiche, non lo sia affatto. In moltissime civiltà antiche per fortuna ha avuto invece ben altra considerazione: era posto sui copricapi dei faraoni e sulla testa si molte divinità indù, mentre in oriente ha assunto la forma del drago e in America Centrale era venerato con il nome di Quetzacoatl. È l’animale posto sul caduceo di Mercurio e simboleggia la medicina, la farmacia. Difficile dunque pensare ad un animale più rappresentato e controverso nella storia del serpente.

 

L’ambiente

Il Pitone reale (Phyton regius) è un serpente africano, vive nella savana dell’Africa centro-occidentale e nelle praterie. È un rettile terricolo e notturno e durante il giorno passa le ore ben nascosto in tane sotterranee. Solo al crepuscolo esce per cacciare le sue prede.
Il Pitone reale è un ofide piuttosto diffuso e amato dagli appassionati di rettili, forse perché allevarlo sembra essere più semplice rispetto ad altre specie e perché le dimensioni degli adulti non sono poi così impegnative. I maschi arrivano infatti a misurare circa un metro e venti mentre le femmine fino a ad un metro e quaranta. Sono serpenti mansueti e timidi, a differenza di altre specie si spaventano con facilità e tendono ad arrotolarsi su se stessi formando una palla tanto da guadagnarsi in lingua anglosassone il nome di Ball Python, pitone palla.

 

Il terrario

È necessario prima di accogliere in casa un Pitone Reale allestire un terrario adatto alla specie, tenendo presente che deve essere riprodotto un ambiente naturale molto differente da quello in cui viviamo ed è fondamentale che sia progettato in modo corretto ed ottimale, proprio per garantire la salute dell’ospite, che come tutti i rettili è strettamente connesso al suo habitat. Occorre dunque molta cura ed è necessario attrezzarsi molto bene quando si porta a casa l’animale dal negozio o dall’allevamento a casa, evitando accuratamente sbalzi di temperatura a cui sono molto suscettibili. Ogni terrario dovrà tenere conto delle particolari abitudini fossorie della specie. Mai dovrà mancare una zona dove il pitone potrà nascondersi sia nella parte più fredda che in quella più calda. La temperatura dovrà oscillare tra i 31°C e i 25°C durante il giorno con un’umidità garantita del 50-60%, con valori più elevati nei periodi di muta, per agevolare il distacco della vecchia “pelle”. Per il substrato è sconsigliato l’impiego di materiali che possano trattenere troppa umidità, per evitare problemi dermatologici purtroppo frequenti.
È bene non lasciare il pitone libero per casa per evitargli rischi e gravi problemi di salute soprattutto d’inverno, quando nelle case al massimo ci sono 19-20°C. Vorrebbe dire tenerlo nettamente al di fuori della temperatura ottimale per la specie compromettendo la salute dell’intero organismo.

 

L’alimentazione

In natura il Pitone Reale esce al crepuscolo dalla tana per cacciare specie differenti di prede più o meno grandi, in particolare uccelli e piccoli roditori. In cattività l’alimentazione può essere costituita di prede intere, di grandezza indicata in base all’età e allo stato di salute del pitone. I negozi specializzati in rettili sono generalmente in grado di fornire alimenti per le specie di rettili più comunemente allevate. In ogni caso è fondamentale non sovralimentare, rispettando il normale intervallo fisiologico tra un pasto e l’altro.

 

La salute

Questi serpenti sono animali piuttosto longevi, a patto che vengano rispettate condizioni di allevamento e di gestione ottimali. È buona cosa accertarsi, con una visita da un Medico Veterinario esperto in medicina e chirurgia dei rettili, dello stato di salute del serpente appena adottato in modo da scongiurare la presenza di problemi preesistenti e fare visite e controlli periodici per poter prevenire patologie anche gravi.

Articolo: Dott.ssa Cinzia Ciarmatori

Fonte: Vetclick.it