La tartaruga d’acqua

Il primo incontro con una tartaruga d’acqua avviene spesso durante le fiere paesane o nei negozi per animali dove piccoli esemplari di testudo palustri, sovente di diverse specie, vengono tenute insieme in vasche di plastica con la tradizionale palmetta verde! Molte sono delle trachemys scripta sp. arrivate fino a noi dal continente americano, altre sono piccole graptemys pseudogeographica o pseudemys nelsoni, ma di tartarughe acquatiche ce ne sono veramente di tantissime specie e sottospecie provenienti da ogni parte del mondo, alcune più delicate di altre hanno bisogno di molte attenzioni, sia per l’allevamento che per la gestione.

 

Le dimensioni

Sono animali longevi che correttamente gestiti possono raggiungere e superare anche i trent’anni anni di età. Le femmine di trachemys sp sono di dimensioni maggiori dei maschi della medesima specie e il carapace può arrivare a misurare anche 25 cm mentre le pseudemys sp fino a 30-40 cm. Si tratta di rettili che in breve tempo raggiungono dimensioni importanti. Per questo motivo quando si decide di adottare una tartaruga d’acqua le dimensioni sono sicuramente da tenere in considerazione.

L’Ambiente

Prima di adottare una tartaruga è necessario creare un ambiente adatto ad accoglierla, la vaschetta di plastica con la palma è la collocazione peggiore che possiamo garantire. Inizialmente è sufficiente creare un acquaterrario ovvero un acquario dotato di pietre o terrazzamenti dove le tartarughe possono nuotare ma anche muoversi liberamente fuori dall’acqua. L’acquaterrario dovrà avere un filtro per il ricambio dell’acqua ed essere collocato in una zona tranquilla e posizionato in modo che sia facile da pulire, deve avere una zona più fresca e una più calda mantenuta intono a 25 gradi con l’ausilio di un termoriscaldatore ad immersione. Per quanto riguarda la zona emersa sarà necessaria una lampada UVA-UVB specifica per rettili in modo da favorire l’assorbimento corretto del calcio.
In casa in inverno se non si provvede a riscaldare correttamente l’acqua le tartarughe non vanno in letargo, ma vivono una condizione di apatia e inappetenza che può certe volte essere fatale o comunque predisporre a gravi patologie. Una volta cresciute le tartarughe avranno bisogno di più spazio e la cosa idonea sarebbe costruire per loro un laghetto esterno sufficientemente grande da permettere il superamento dell’inverno alle nostre temperature.

L’alimentazione

La maggior parte delle specie di tartarughe d’acqua sono onnivore da adulte, la loro dieta dovrà prevedere la presenza di vegetali. Assicurare una dieta più varia possibile è auspicabile e fondamentale per la loro salute: pesciolini d’acqua dolce (gambusie ad esempio, oppure trote e alborelle), insetti, piccole chiocciole, lombrichi, gamberetti freschi e molluschi, piccole quantità di carne e di fegato crudo non dovrebbero mai mancare. Per quanto riguarda la componente vegetale per le tartarughe adulte si potranno aggiungere e tarassaco, cicoria, piantaggine (le classiche erbe di campo per intenderci), piante acquatiche.

La frequenza dei pasti dovrà essere quotidiana fino ai due anni di età, superati i quali bisogna scendere a due o tre volte alla settimana per evitare loro una condizione di obesità che crea non pochi problemi di salute.

 

Le malattie e la prevenzione

Le tartarughe d’acqua si ammalano prevalentemente a causa di una scorretta gestione e alimentazione, possono incorrere in carenze vitaminiche soprattutto per quanto riguarda la vitamina A, con danni principalmente a carico degli occhi e dell’apparato respiratorio. Un altro problema purtroppo frequente riguarda il riassorbimento del calcio dal piastrone e dal carapace quando vengono allevate senza l’ausilio della lampada a ultravioletti o esposizione solare, così come molte patologie sono legate alle temperature non adeguate del luogo dove vengono mantenute. Per prevenire questo tipo di problemi è sempre meglio, ancora prima di ospitare un animale, rivolgersi al Medico Veterinario esperto in rettili in modo che possa aiutarvi a creare lo spazio idoneo per garantire loro un ambiente sano e fare controlli annuali per valutare le condizioni di salute dell’animale e valutare la presenza o meno di parassiti soprattutto subito dopo l’acquisto.

 

Tartaruga d’acqua – No all’abbandono

Abbandonare un animale esotico come una tartaruga d’acqua comporta cospicue multe e reclusione fino a dodici mesi. Un gesto simile rappresenta un grave crimine per l’ambiente. Non molti sanno infatti che molte delle specie che vengono vendute nel nostro paese si adattano perfettamente alle nostre temperature, con conseguenti gravi danni alla fauna autoctona di cui si cibano come anfibi, molluschi, pesci, piccoli di uccelli acquatici e in particolare alla nostra splendida tartaruga palustre europea, emys orbicularis, meno aggressiva e vorace già fortemente a rischio per il degrado ambientale.


Articolo di:Dr.ssa Cinzia Ciarmatori – Esperta in Animali Esotici

Per Vetclik.it

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