La tartaruga terrestre: alimentazione, letargo, malattie

Le origini

Gli antenati di questi meravigliosi animali si sono affacciati sul nostro pianeta oltre duecento milioni di anni fa, è stato ritrovato infatti un fossile la cui datazione è stata fatta risalire addirittura a duecentoventi milioni di anni fa. Con tutta probabilità si trattava di esemplari acquatici che avevano un piastrone e non il carapace, ma nonostante il tempo trascorso anche oggi non sono poi così dissimili dalle loro antenate.

 

Cosa fare quando decidiamo di adottare una tartaruga terrestre

Quando si decide di far entrare una tartaruga di terra a far parte della nostra famiglia è necessario informarsi molto bene. Attualmente in commercio ce ne sono molte, appartenenti a specie differenti,  provenienti da diversi paesi  e areali del mondo, per cui è necessaria una corretta informazione sulle diverse necessità ambientali e nutrizionali, essere al corrente delle dimensioni che questi animali possono raggiungere da adulti e quali e quanti documenti occorrono. Ancora prima di portarla a casa è fondamentale preparare l’ambiente idoneo soprattutto se la nostra scelta ricade su una tartaruga esotica che richiede condizioni di temperatura particolari. Naturalmente come per ogni animale è consigliabile una visita medica per stabilire le condizioni cliniche e per escludere e prevenire piccoli o grandi problemi che potrebbero verificarsi in seguito. Le patologie delle tartarughe possono avere decorsi anche molto lunghi e aspettare che mostrino dei sintomi può essere in alcuni casi pericoloso.

 

E se ne troviamo una?

A volte accade di trovare tartarughe di terra e molte di esse tra cui quelle europee, come la testudo hermanni e la testudo graeca ad esempio, non possono essere prese né tantomeno detenute se non si è in possesso di regolare certificazione. Per informazioni al riguardo ci si può rivolgere all’ufficio CITES di riferimento per la propria zona.

 

Malattie

Le tartarughe sono animali molto longevi, ciononostante è necessaria una accurata prevenzione di malattie che in questi soggetti sono frequentemente croniche e che si manifestano con sintomi tardivi che spesso vengono sottovalutati. Per assicurare loro il benessere è buona norma consentire una visita annua e un semplice controllo delle feci, che in molti casi scongiura patologie che se trascurate possono portare a problemi seri, in alcuni casi mortali soprattutto se ignorati per troppo tempo.

 

Arriva il letargo: cosa fare?

Dipende naturalmente dalla specie di appartenenza.  Le tartarughe europee che si sono evolute per superare senza problemi l’inverno alle nostre latitudini non hanno generalmente problemi, sempre che siano in condizioni di salute ottimali alla fine dell’estate. Per quanto riguarda la testudo horsfieldi invece occorre fare attenzione perché non tollera facilmente un grado di umidità ambientale eccessivamente elevato e può non superare l’inverno se le condizioni non sono adatte o risvegliarsi con una serie di problemi soprattutto a carico dell’apparato respiratorio che non vanno sottovalutati. Per non parlare poi delle tartarughe africane che non possono andare in letargo e vanno quindi tenute in terrario adeguatamente allestito e riscaldato dall’autunno alla primavera inoltrata.  Tante sono le accortezze ed è opportuno chiedere al Medico Veterinario esperto in rettili proprio per non imbattersi in problemi anche molto gravi la primavera seguente.

 

Alimentazione

Le tartarughe terrestri sono rettili strettamente erbivori, con variazioni legate alla specie di appartenenza ovviamente. In generale quindi occorre evitare di alimentarle con alimenti proteici, come le crocchette per cani o gatti che ancora troppo spesso vengono somministrate, o con cibi contenenti carboidrati. Il loro apparato digerente richiede un continuo apporto di alimenti vegetali ad alto contenuto di fibra. Frutta in modica quantità sarà senz’altro ben accetta, mentre pane, pasta e pizza andranno accuratamente evitati!

Aticolo Dott.ssa Cinzia Ciarmatori

Per Vetclick.it

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