Pogona o drago barbuto: terrario, alimentazione e malattie

Il drago barbuto il cui nome scientifico è pogona vitticeps,  è un rettile che fa parte della famiglia degli agamidi e al sottordine dei sauri, originaria del sud dell’Australia.  Deve il suo nome alla corona di spine che le gira lungo il collo proprio come una barba, soprattutto quando in determinate situazioni vengono raddrizzate e la pelle del collo si fa più scura. Non è strano infatti che la pogona, se si sente in una condizione di pericolo, apra la bocca , gonfi in collo e assuma una colorazione bruno-nerastra. Il drago barbuto è un animale diurno abituato a vivere in un ambiente arido e torrido e trascorre gran parte della giornata arrampicato su alberi e rocce. Una volta diventate adulte le pogone possono raggiungere anche i sessanta centimetri compresa la coda che rappresenta la metà circa della lunghezza. Hanno generalmente un carattere mansueto e in cattività si riproducono con discreta facilità, ovviamente se si rispettano le esigenze ambientali e le caratteristiche fisiologiche ed etologiche della specie.

 

Il terrario

Allestire un terrario adatto per la salute di questi rettili è fondamentale e deve essere preparato e allestito correttamente ancora prima dell’acquisto o dell’adozione della pogona, evitando così inutili e dannosi motivi di stress. Preferibile è costruire un terrario sviluppato orizzontalmente, di dimensioni adeguate rispetto al numero di soggetti ospitati, che non dimentichi però di presentare una zona sopraelevata (costituita da rami, rocce o pietre) da cui l’animale potrà controllare l’intero terrario. Questa zona rispetto alle altre sarà più calda, potendo raggiungere anche quaranta/quarantacinque gradi. Fonti di luce e calore dovranno essere posti con cura creando all’interno della teca zone con temperature diverse in modo che la pogona possa prediligere l’una o l’altra area in base al momento fisiologico. Durante il giorno all’interno del terrario la temperatura dovrà oscillare tra i venticinque e i quaranta gradi mentre di notte il termometro dovrà segnare una temperatura compresa tra i ventidue e i venticinque gradi. La teca dovrà prevedere sia nella parte più calda che in quella più fresca anche una zona rifugio dove l’animale possa nascondersi.

 

Le lampade

Numero e potenza delle lampade impiegate per il riscaldamento varieranno naturalmente in base alla dimensione del terrario, al materiale di costruzione e alla temperatura ambientale. Durante la stagione estiva la cosa migliore è assicurare alla pogona almeno dodici/quattordici ore di luce, per scendere a nove durante l’inverno e dieci in primavera ed autunno. La lampada ad ultravioletti (UVA-UVB al 5% per rettili) che è fondamentale per la salute di questi sauri consentendo l’assorbimento del calcio dall’alimento mediante l’attivazione della vitamina D, deve essere tenuta accesa  per circa 8 ore al giorno in qualsiasi stagione dell’anno. Altro fattore importantissimo che dovrà essere tenuto in considerazione è l’umidità che dovrà essere del trenta/quaranta per cento durante le ore diurne e del cinquanta/sessantacinque per cento in quelle notturne. Inoltre deve essere garantito un corretto ricircolo dell’aria mediante un paio di prese in modo da impedire un accumulo di anidride carbonica nella teca, l’ideale è porre le due prese d’aria nei lati opposti del terrario, una in alto e una in basso.

 

La muta

Il momento della muta è anche in questi rettili particolarmente delicato ed è buona norma porre attenzione a quelli che vengono chiamati “anelli” di muta, che possono formarsi intorno alle estremità delle dita o della coda, in particolare negli esemplari molto piccoli, e che se non rimossi in modo corretto possono creare lesioni spesso permanenti con ischemia e perdita di porzioni anche estese di tessuto.

 

L’alimentazione

Le pogone sono rettili onnivori, in natura si cibano di alimenti di origine animale, piccoli invertebrati quando sono giovani e anche vertebrati e vegetali da adulti. In cattività dunque è necessario che abbiano una dieta varia e bilanciata, alternando insetti differenti come grilli, camole della farina, mosche, camole del miele, blatte, chiocciole, bachi da seta e alimenti vegetali come fiori, ortaggi, frutta, ma anche semi germogliati. Le pogone sono animali che hanno un buon grado di socialità e anche in ambiente domestico se hanno a disposizione un terrario di grandi dimensioni, ameranno vivere in piccoli gruppi. Ideale un maschio con due o tre femmine. È bene avere cura di non tenere nello stesso ambiente esemplari piccoli con adulti che potrebbero procurare loro ferite anche gravi.

 

Le malattie

I problemi di salute di questi animali vedono nella cattiva gestione ambientale una delle principali cause, scorretta temperatura e grado di umidità ad esempio possono provocare nel tempo alterazioni metaboliche che se non prese in considerazione possono provocare patologie spesso anche molto gravi. Frequenti sono i problemi a danno dell’apparato digerente, anch’essi derivati troppo spessi da cattiva gestione e nutrizione di scadente qualità o non sufficientemente completa. Senza parlare delle gravi patologie dell’apparato scheletrico strettamente legate alla mancata esposizione ai raggi ultravioletti, con riassorbimento del calcio dallo scheletro e predisposizione a gravi fratture patologiche.

 

La riproduzione

Le pogone  sono rettili ovipari e le femmine di età compresa tra i due e i quattro anni sono in grado di  deporre perfino una trentina di uova  per ogni covata. Generalmente, se la condizione di salute e lo stato clinico dei soggetti è perfetto, si possono separare i riproduttori durante il periodo della brumazione, che consiste in un abbassamento progressivo della temperatura che in un paio di settimane deve raggiungere i diciotto gradi centigradi. Dopo circa due mesi la temperatura andrà gradualmente riportata sui valori normali per la specie. Questo processo, che alle nostre latitudini in genere viene eseguito tra ottobre e dicembre, consente la stimolazione dell’attività riproduttiva. Fondamentale per la deposizione delle uova la presenza nel terrario di un contenitore con materiale adatto, che la femmina possa usare scavando con le zampe posteriori. Ottima la sabbia di fiume lavata e sterilizzata, leggermente umida, dello spessore di almeno quindici-venti centimetri, in cui le uova verranno deposte dopo circa sei settimane di gestazione.

 

I consigli del Vet

Come sempre e come per ogni specie è consigliabile una visita di controllo da parte di un Medico Veterinario esperto nella medicina dei rettili non appena il nuovo arrivato viene accolto nella sua nuova casa. Una visita clinica accurata ed un semplice esame delle feci potranno mettere al riparo l’animale da situazioni ben più gravi, che potrebbero verificarsi sottovalutando le condizioni di salute iniziali e lo stress dovuto allo spostamento. Visite periodiche assicureranno all’animale una vita più lunga e in salute, prevenendo e curando ai primi sintomi patologie che non sempre è possibile risolvere in stadi più avanzati, quando le condizioni generali saranno gravemente compromesse.

Articolo Dott.ssa Cinzia Ciarmatori

Fonte: Vetclick.it

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